Il regolamento interno

Premesso che:

 

A) e' costituita ai sensi degli art. 14 e seguenti del codice civile l'Associazione, senza scopo di lucro, Filiera Ippica Toscana, d'ora in poi denominato anche soltanto "F.I.T.",. la cui sede e' stata stabilita a Firenze presso gli uffici di Toscanallevatori.
B) L' Associazione si propone di riunire sul territorio toscano le componenti socio-professionali e gli Istituti che concorrono al consolidamento ed allo sviluppo degli equini ed al loro utilizzo al fine di perseguire le seguenti finalità:
promuovere iniziative volte alla valorizzazione e allo sviluppo permanente del cavallo e dell'insieme degli equidi in materia di economia, di impiego e della salvaguardia culturale connessa alla sua storia;
promuovere la conoscenza e la ricerca di migliori sbocchi per delle attività equestri ed ippiche;
favorire il sostegno degli interessi socio-professionali comuni mediante interventi pubblici sia a livello locale, sia nazionale che comunitario;
promuovere le relazioni con gli interlocutori ed i partner finanziari;
promuovere lo sviluppo ed il miglioramento delle comunicazioni e delle relazioni tra i partner della filiera e la pubblica amministrazione;
svolgere attività di studio al fine di esprimere pareri sui progetti e sui provvedimenti normativi e legislativi riferiti all'ambito di competenza della Associazione ;
attuare iniziative volte ad ottenere la valorizzazione e l'ottimizzazione della politica regionale e comunitaria in materia di aiuti allo sviluppo socio economico, particolarmente in zone rurali e in zone svantaggiate (favorendo la lotta alla disoccupazione ed alla esclusione sociale) .
promuovere e sostenere lo sviluppo della ricerca in tutti i diversi aspetti di interesse del comparto ippico regionale
promuovere e sostenere la formazione - sia a livello di formazione di base che di formazione continua – di tutti i livelli di professionalità necessarie allo sviluppo della Filiera ippica toscana vista nella sua complessità .
L'Associazione svolgerà tutte le azioni necessarie al raggiungimento dello scopo sociale servendosi prevalentemente della collaborazione tecnica degli organismi soci e/o da questi supportata, che per competenza possono utilmente prestare la propria opera.
La F.I.T. potrà inoltre associarsi ad altri organismi a carattere regionale, nazionale e sovra nazionale , con simile vocazione e finalità che non siano in contrasto o in concorrenza con l'operato o la strategia della stessa
C) Il Consiglio Direttivo èe' composto da un massimo di venticinque membri che restano in carica per un triennio e sono rieleggibili al massimo per due mandati oltre il primo.
I membri del Consiglio Direttivo, in rappresentanza dei soci ed eletti dalla Assemblea, sono raggruppati in cinque Collegi ad espressione della natura, categoria e o attività dei soci stessi della Associazione.
Ciascun Collegio raggruppa al proprio interno i membri del Consiglio Direttivo sulla base della seguente ripartizione:
1° COLLEGIO: Allevatori di cavalli seggi n. 8
2° COLLEGIO: Utilizzatori di cavalli per sport equestri e tempo libero seggi n. 6
3° COLLEGIO: Prestatori di servizi vari seggi n. 3
4° COLLEGIO: Attori della formazione- e della ricerca seggi n. 3
5° COLLEGIO: Societàa' di Corse seggi n. 5
Ciascun Collegio puòo' organizzare riunioni di lavoro anche separatamente al fine di determinare la politica d'orientamento che dovràa' difendere e concertare in seno al Consiglio Direttivo.
D) L'Art 18 dello statuto prevede che per disciplinare l'operatività, definire le strutture operative, pianificare le operazioni elettorali e perseguire al meglio gli obbiettivi statutari, l'Associazione può dotarsi di un regolamento interno, predisposto dal Consiglio Direttivo ed approvato dall'Assemblea

Tutto ciòo' premesso si stabilisce quanto segue:

Art 1
Al momento della richiesta di adesione a socio, il richiedente specifica il tipo di attività svolta nel contesto del settore equino Toscano.

Il Consiglio Direttivo che esamina la domanda di adesione per la sua approvazione, stabilisce il collegio nel quale il nuovo socio sarà classificato.

Art 2
I Rappresentanti dei Collegi nel Comitato Direttivo, in numero pari ai seggi di cui al precedente punto C, vengono indicati dai soci del Collegio, in fase di rinnovo delle cariche sociali. Ciascun socio può indicare solo i rappresentanti del collegio nel quale esso è classificato.
Possono essere presentate dai soci una o più liste dei candidati Rappresentanti del Collegio di riferimento, in numero pari a quanto stabilito dall'Art.9 dello statuto, con massimo due riserve.
Spetta all'assemblea, a termini dell'art.8 comma c) dello Statuto, deliberare la nomina dei membri del Consiglio Direttivo.
I Rappresentanti del Collegio durano in carica per periodi coincidenti con la durata del Comitato Direttivo della FIT ed i suoi componenti sono rieleggibili.
L'appartenenza al Consiglio Direttivo dei Rappresentanti dei Collegi cessa quindi con il rinnovo delle cariche sociali della FIT, oltre che per dimissioni. In quest'ultimo caso il Collegio provvederà a nominare un nuovo rappresentante in seno al Consiglio Direttivo, che resterà in carica fino alla scadenza, come sopra descritta.

Art. 3
I Rappresentanti dei singoli Collegi costituenti il Consiglio Direttivo della FIT possono riunirsi per discutere ed esaminare le problematiche inerenti il proprio ambito di competenza. Ciascun collegio nomina coordinatore che, oltre a coordinare l'attività del collegio stesso, entrerà a fare parte della Giunta prevista dall'Art. 10 dello statuto .

Art 4
Le cariche di Coordinatore e di Rappresentante del Collegio sono gratuite.
Compete al Coordinatore del Collegio convocare gli altri Rappresentanti o i soci classificati nel Collegio, ogni qualvolta lo ritenga utile e quando ne facciano richiesta almeno un terzo dei soci del Collegio o il Presidente dell'Associazione.

Per la validità delle riunioni del Collegio e delle sue determinazioni valgono le stesse norme previste dallo Statuto sociale per il Comitato Direttivo della FIT.

I Rappresentanti del Collegio redigono le proposte, anche di natura tecnica e finanziaria, conseguenti alle decisioni prese in sede di riunioni collegiali dagli appartenenti al Collegio , da sottoporre all'approvazione del Comitato Direttivo.

Il Coordinatore del Collegio sottoporrà alla valutazione del Consiglio Direttivo, per le conseguenti iniziative, problemi di particolare rilevanza.

Il Presidente della FIT o suo delegato, puo' partecipare alle riunioni dei Collegi. Alle predette riunioni possono essere invitati a partecipare a titolo consultivo, anche altre persone di specifica competenza in relazione agli argomenti da trattare.

Art 5
Ciascun socio appartenente al Collegio ha diritto, in sede di riunione , ad un voto e, con delega scritta, può rappresentare non più di un altro appartenente.

Art 6
Il Collegio non ha autonomia giuridica nè patrimoniale.

 
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